Giusy Calia

Oltre la soglia /Beyond the threshold

“Chi guarda fuori, sogna; chi guarda dentro, apre gli occhi”
– Carl Gustav Jung

Una porta rossa, piantata nel nulla, immersa nell’acqua ferma di un paesaggio silenzioso. Nessuna parete da cui provenga, nessuna casa da cui si esca. Solo una soglia, sospesa tra i rami e il riflesso. In chiave junghiana e ipnotica, questa immagine diventa simbolo potente: un varco tra coscienza e inconscio, tra il visibile e ciò che agisce nel profondo. Il rosso richiama il desiderio, il pericolo, la forza vitale. L’acqua riflette e distorce: è lo specchio dell’anima. Questa porta non si apre sul mondo esterno, ma su quello interno. Chi la guarda è chiamato a scegliere: restare o attraversare.

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Artista


Giusy Calia
 (Nuoro, 1971) utilizza l’immagine fotografica come mezzo narrativo. Dopo studi in Filosofia e Letterature Comparate, si forma in fotografia a Milano e in videomaking a New York, proseguendo poi con studi in Psicologia Clinica. La sua produzione artistica, inizialmente ambientata in ex ospedali psichiatrici, ruota attorno alla figura femminile e alle sue molteplici dimensioni (passione, follia, dolore, bellezza), con un forte riferimento simbolico alla figura di Ofelia. Centrale è anche il tema dell’acqua, vissuta come elemento di regressione e rinascita. Dal 2004 espone a livello internazionale; tra i momenti più rilevanti: la finale al Premio Terna (2009), la partecipazione alla Biennale di Venezia (2010), una personale al MART di Rovereto (2013) e la presenza alla Biennale Russa di Mosca (2014).