panorama architettonico di una città in cui è inserita una fotografia di macerie di palazzi

Giulia Sale

La città ideale

Dal 9 novembre al 31 dicembre 2025

Scheda critica

In La Città ideale l’artista Giulia Sale propone una riflessione sulla crisi dell’idea di città come spazio armonico e simbolo di civiltà. Le sue immagini costruiscono un racconto visivo in cui l’ideale rinascimentale si confronta con la desolazione del presente attraverso un innesto visivo e fotografico che avviene senza urti manifesti.

Scrive a proposito della mostra la curatrice Mariolina Cosseddu: “Nelle infinite planimetrie di città che la storia ci ha consegnato, Giulia Sale sceglie di rivisitare i progetti del Filarete, architetto e teorico di una città ideale che chiamò Sforzinda come dedica a Francesco Sforza nella prima metà del Quattrocento. Alla vista si impongono, con sublime eleganza, le architetture perfettamente compiute di spazi urbani concepiti per riflettere, nell’armonia delle proporzioni, la stessa armonia della civiltà a cui sono destinati. Ma man mano che abituiamo l’occhio a leggere le composizioni che l’artista ci invita ad esplorare scopriamo la verità che sottende alle scenografiche rappresentazioni: quel concetto di idealità storico e artistico è feroce pretesto per mettere in scena un altrettanto feroce realtà contemporanea: la distruzione in atto di una civiltà e di una cultura sulla base di una rivendicazione storica insensata quanto disumana”. La città proposta da Giulia Sale non ha un futuro, ma ha un passato, devastato dal presente.

Sospese al centro della sala, oltre 120 polaroid – elementi e vedute naturali, architetture, frammenti di paesaggio – raffigurano paesaggi naturali e scorci urbani, riflettendo il duplice interesse dell’artista per l’ambiente costruito e quello naturale. Attraverso la fotografia istantanea, ricorrente nella sua ricerca, l’artista esplora il valore delle informazioni visive e la loro capacità di oltrepassare la mera registrazione del reale, restituendone la dimensione intima e concettuale. Lo spazio espositivo diventa così un campo poetico in cui lo sguardo interroga la natura effimera dell’immagine, la memoria del paesaggio ibridato tra progetto e realtà.

Biografia

Giulia Sale nasce a Sassari dove vive e lavora. La sua formazione avviene nell’ambito della fotografia che coniuga solitamente con l’installazione. Nel 1989, con Enrico Puggioni e Gianni Ruggiu, fonda I FIORI BLU, con l’intento di creare relazioni sinergiche tra esperienze personali e collettive. Come fotografa viene premiata, nel 1986, alla I Biennale dei giovani di Sassari e per tutti gli anni Ottanta e Novanta sarà parte attiva del giovane movimento artistico sassarese. Interessata ai problemi dell’identità conduce da tempo una serie sistematica di ricerche sul corpo femminile, sui simboli della cultura occidentale, sull’alterità e sull’assenza. Ma anche sul paesaggio urbano e naturalistico, oggetto di indagine sul valore delle informazioni visive e sull’essenza intima e concettuale di uno spazio poetico. Tra le mostre si ricorda la partecipazione a “Sacre sponde” (1992), Trevi Flash A. M. (1997), la personale al Museo Casa Manno di Alghero (2019). È parte della collettiva alla Pinacoteca Nazionale di Sassari (2022) e “Peer to Peer – corrispondenze artistiche” nel Parco di Molineddu (2025) e protagonista della mostra “Tre donne intorno al cor” a Su Palatu di Villanova Monteleone (2025).

Fotografie

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