
Comunicato stampa del 07.11.2025
Domenica 9 novembre alle ore 11 si inaugurano le mostre che concludono la stagione 2025 del Museo di arte ambientale Organica: “La Città ideale” di Giulia Sale per la sezione di arte contemporanea e “Montagne e foreste della Sardegna” di Domenico Ruiu per la sezione di fotografia.
Domenica 9 novembre, alle ore 11 si inaugurano lemostre che concludono la stagione 2025 del Museo di arte ambientale Organica nel Parco del Limbara: per la sezione di arte contemporanea La Città ideale, nuova mostra personale dell’artista Giulia Sale a cura di Mariolina Cosseddu, per la sezione di fotografia la mostra Montagne e foreste della Sardegna del fotografo naturalista Domenico Ruiu, a cura di Giannella Demuro. Nel corso del Vernissage dialogheranno con il pubblico gli artisti accompagnati da Mariolina Cosseddu, storica dell’arte e curatrice della mostra di Giulia Sale, e Antonio Addis, Responsabile vivaio e biodiversità del Cantiere Monte Limbara Nord di Forestas.
Le mostre

In La Città ideale l’artista Giulia Sale propone una riflessione sulla crisi dell’idea di città come spazio armonico e simbolo di civiltà. Le sue immagini costruiscono un racconto visivo in cui l’ideale rinascimentale si confronta con la desolazione del presente attraverso un innesto visivo e fotografico che avviene senza urti manifesti.
Scrive a proposito della mostra la curatrice Mariolina Cosseddu: “Nelle infinite planimetrie di città che la storia ci ha consegnato, Giulia Sale sceglie di rivisitare i progetti del Filarete, architetto e teorico di una città ideale che chiamò Sforzinda come dedica a Francesco Sforza nella prima metà del Quattrocento. Alla vista si impongono, con sublime eleganza, le architetture perfettamente compiute di spazi urbani concepiti per riflettere, nell’armonia delle proporzioni, la stessa armonia della civiltà a cui sono destinati. Ma man mano che abituiamo l’occhio a leggere le composizioni che l’artista ci invita ad esplorare scopriamo la verità che sottende alle scenografiche rappresentazioni: quel concetto di idealità storico e artistico è feroce pretesto per mettere in scena un altrettanto feroce realtà contemporanea: la distruzione in atto di una civiltà e di una cultura sulla base di una rivendicazione storica insensata quanto disumana”. La città proposta da Giulia Sale non ha un futuro, ma ha un passato, devastato dal presente.
Sospese al centro della sala, oltre 120 polaroid – elementi e vedute naturali, architetture, frammenti di paesaggio – raffigurano paesaggi naturali e scorci urbani, riflettendo il duplice interesse dell’artista per l’ambiente costruito e quello naturale. Attraverso la fotografia istantanea, ricorrente nella sua ricerca, l’artista esplora il valore delle informazioni visive e la loro capacità di oltrepassare la mera registrazione del reale, restituendone la dimensione intima e concettuale. Lo spazio espositivo diventa così un campo poetico in cui lo sguardo interroga la natura effimera dell’immagine, la memoria del paesaggio ibridato tra progetto e realtà.
Giulia Sale nasce a Sassari dove vive e lavora. La sua formazione avviene nell’ambito della fotografia che coniuga solitamente con l’installazione. Nel 1989, con Enrico Puggioni e Gianni Ruggiu, fonda I FIORI BLU, con l’intento di creare relazioni sinergiche tra esperienze personali e collettive. Come fotografa viene premiata, nel 1986, alla I Biennale dei giovani di Sassari e per tutti gli anni Ottanta e Novanta sarà parte attiva del giovane movimento artistico sassarese. Interessata ai problemi dell’identità conduce da tempo una serie sistematica di ricerche sul corpo femminile, sui simboli della cultura occidentale, sull’alterità e sull’assenza. Ma anche sul paesaggio urbano e naturalistico, oggetto di indagine sul valore delle informazioni visive e sull’essenza intima e concettuale di uno spazio poetico. Tra le mostre si ricorda la partecipazione a “Sacre sponde” (1992), Trevi Flash A. M. (1997), la personale al Museo Casa Manno di Alghero (2019). È parte della collettiva alla Pinacoteca Nazionale di Sassari (2022) e “Peer to Peer – corrispondenze artistiche” nel Parco di Molineddu (2025) e protagonista della mostra “Tre donne intorno al cor” a Su Palatu di Villanova Monteleone (2025).

La mostra Montagne e foreste della Sardegna è un viaggio attraverso i paesaggi montani e le foreste dell’Isola, dove la potenza della natura incontra lo sguardo poetico e scientifico dell’autore. Da oltre cinquant’anni il naturalista Domenico Ruiu cattura con la sua macchina fotografica l’anima della Sardegna, la sua natura incontaminata, i suoi rilievi antichissimi scolpiti dall’azione millenaria dell’acqua e del vento. Paesaggi di rara e selvaggia bellezza dove vivono specie che appartengono solo a quest’Isola. Le sue fotografie restituiscono la maestosità di mufloni e cervi, la grazia delle martore e la forza primordiale dei paesaggi, con uno stile che unisce precisione documentaria e lirismo visivo.
La natura, per Ruiu, è un mosaico di forme e colori – il verde delle foreste, il grigio dei calcari che si perde nel blu del mare, le radici nude e le cortecce rugose di alberi secolari, il pasto di un’aquila o il suo volo tra le nubi – e la fotografia un modo per dire che la bellezza non si conquista, si protegge. «L’uomo appartiene alla natura, non il contrario» è solito dire, e in questa convinzione risiede la radice più profonda del suo lavoro, etico e responsabile.
Le sue immagini sono il racconto di un tempo interiore, il diario di una vita trascorsa nei boschi, tra vento, luce e attese. Ogni animale ritratto è un frammento di memoria, un incontro irripetibile. Ogni foto l’istante in cui la vita si rivela nella sua continuità, un respiro condiviso tra uomo e paesaggio, tra uomo e natura.
Domenico Ruiu ci invita a vedere con occhi più lenti, a riconoscere nel paesaggio, nella luce riflessa in un pozza d’acqua, nel volo silenzioso di un’aquila, la possibilità di una convivenza profonda con la natura. La montagna, dice Ruiu, è una scuola di lentezza: insegna a misurarsi con il tempo e con se stessi.
Un tempo lento, fatto di attese e silenzi, dove il cielo, la montagna, il bosco e l’animale diventano un’unica immagine: un respiro condiviso, un modo diverso di abitare il mondo.
Domenico Ruiu è uno dei più importanti fotografi e scrittori naturalisti del panorama nazionale. Collabora con siti online, riviste, quotidiani e tv su temi di natura ambientale. Per “gli alti meriti scientifici” della sua attività l’Università di Sassari nel 2014 gli ha conferito la “Laurea Magistrale ad Honorem”. Nel 2015 gli è stato attribuito il riconoscimento nazionale Premio Le Gru quale Maestro di Fotografia Naturalistica. È l’unico fotografo naturalista presente nella Galleria Internazionale Alidem – L’arte della fotografia (Milano). È autore di numerose pubblicazioni e collane sull’ambiente e sulla fauna della Sardegna, tra cui il volume fotografico di grande formato “Il fotografo dei rapaci” (quattro lingue, sardo compreso), uno dei pochi libri da collezione a tema ambientale pubblicati in Europa. Negli ultimi anni ha realizzato una trilogia di volumi sulla natura della Sardegna per la casa editrice ILISSO di Nuoro: “Montagne e Foreste della Sardegna”; “Animali di Sardegna – Mammiferi, Anfibi e Rettili”; “Animali di Sardegna – Gli Uccelli nel loro ambiente naturale”; nel 2025 ha curato per ILISSO la Collana in 7 volumi “I Protagonisti della Natura”.
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Tutti gli eventi di Organica si tengono alle pendici del Monte Limbara, nei dintorni di Tempio Pausania: nel bosco di Curadureddu e presso il CEDAP – Centro di Educazione e Documentazione sull’Ambiente e sul Paesaggio.
Lo spazio del CEDAP dispone di due sale espositive, una dedicata all’arte contemporanea e l’altra alla fotografia ed è anche un punto informativo per le attività escursionistiche, ambientali e culturali del territorio.
Su prenotazione, è possibile organizzare delle visite guidate al Museo di arte ambientale per piccoli gruppi.
La località è raggiungibile da Tempio, Olbia e Sassari lungo la strada statale SS 392, e poi a piedi percorrendo uno dei suggestivi sentieri che si inoltrano nei boschi del Limbara.
Organica – museo di arte ambientale nel Parco del Limbara è un progetto dell’associazione culturale tramedarte con la direzione artistica di Giannella Demuro e realizzato in collaborazione con il Comune di Tempio Pausania, il MIC, la Fondazione di Sardegna, la Regione Sardegna, Salude & Trigu, Fo.Re.S.T.A.S., il Touring Club Italiano, il Master DECA Pro dell’Università di Sassari, l’Accademia di Belle Arti “Mario Sironi” di Sassari, associazioni culturali e i partner Escursì.com, Confcommercio Nord Sardegna, Gallura Mia srl, Hotel Pausania Inn, La Baita Limbara.
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Museo di arte ambientale nel Parco del Limbara “Organica”
Monte Limbara | loc. Curadureddu / CEDAP – Centro di Educazione e Documentazione Ambientale e Paesaggistica del Limbara (SS 392 Tempio-Oschiri) Tempio Pausania (SS)
INFO
cell. 339 5906900 | info@organicamuseo.it
orari: mar-gio 11:00-16:00; ven-dom 11:00-17:00; lunedì chiuso
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