
Comunicato stampa del 26.09.2025
Domenica 28 settembre alle ore 11
il Museo di arte ambientale Organica inaugura la stagione autunnale con:
• Allo Spazio CEDAP la mostra “Starwatching” di Valentina Daga, accessibile a persone cieche e ipovedenti;
• Prorogata fino al 5 novembre la mostra Like a leaf di Toni Demuro
• Tre nuove opere site-specific permanenti nel Bosco di Curadureddu;
Il Museo di arte ambientale Organica, nel cuore del Parco del Limbara, inaugura il suo calendario autunnale con una giornata speciale dedicata all’arte contemporanea e al dialogo con la natura.
La giornata di domenica 28 settembre inizierà alle ore 11 all’ingresso del Bosco di Curadureddu con la presentazione del nuovo ciclo di interventi site-specific installati tra le radure e la macchia mediterranea: le opere di Giusy Calia e Antonello Fresu, Marcello Cinque, Igino Panzino arricchiranno infatti il percorso all’aperto, consolidando l’identità del Museo come luogo di sperimentazione artistica immerso nella natura. Risalendo il sentiero che porta alle sale espositive del Museo, gli artisti illustreranno le installazioni del Museo Organica, prima di arrivare allo Spazio CEDAP, dove verrà presentata la nuova mostra personale di Valentina Daga “Starwatching”. Prorogata fino al 5 novembre la mostra dell’illustratore Toni Demuro “Like a leaf”.
Le mostre
Allo Spazio CEDAP, per la sezione di arte contemporanea, appuntamento con Starwatching, nuova mostra personale di Valentina Daga a cura di Giannella Demuro.
La ricerca artistica di Valentina Daga nasce dall’urgenza di esplorare il corpo e le sue possibilità di relazione con lo spazio, con le emozioni e con la percezione sensoriale. L’opera non è mai solo oggetto, ma corpo vivo che incontra quello dello spettatore, in un luogo che è al tempo stesso fisico, mentale, percettivo e ambientale.
Negli ultimi anni l’artista ha sviluppato un interesse particolare verso l’accessibilità dell’arte ai ciechi e agli ipovedenti, aprendo un campo di sperimentazione in cui tatto e vista si incontrano e si contaminano. Un impegno riconosciuto dall’UICI – Unione Italiana dei Ciechi e degli Ipovedenti, che le ha conferito una menzione speciale, e dal Luxembourg Art Prize 2022, che le ha attribuito una certificazione di merito artistico.
La mostra pensata per Organica prende il titolo di “Starwatching”, e porta in sé un’idea poetica e radicale: rendere percepibile l’immensità dell’universo attraverso le mani. Mappe celesti e costellazioni diventano quadri e sculture da esplorare tattilmente, superfici incise, rilievi e trame che restituiscono la profondità dello spazio cosmico in segni concreti, accessibili a tutti.
In questo progetto, l’osservazione delle stelle – esperienza che per tradizione è affidata esclusivamente alla vista – si apre a una dimensione inclusiva e multisensoriale. L’artista trascrive i frammenti dell’universo su carta e tela, trasformando l’infinitamente lontano in prossimità fisica, da accarezzare e da sentire. Il gesto creativo diventa così atto di condivisione: una nuova possibilità di incontro tra arte, scienza e comunità, dove la bellezza del cosmo si rivela nella capacità dell’opera di essere percepita, immaginata e interiorizzata da ciascuno, al di là dei limiti sensoriali.
Starwatching invita ogni spettatore, vedente o non vedente, a scoprire un cielo fatto non solo di luce ma anche di materia, non solo di distanza ma anche di contatto. Un cielo che ci riguarda tutti, e che ci ricorda come l’arte, quando è davvero accessibile, possa diventare esperienza universale.
Valentina Daga (Sassari, 1978) vive tra Sassari e Torino. Ha studiato Pittura presso l’Accademia di Belle Arti “Mario Sironi” di Sassari e presso l’Accademia di Belle Arti di Brera, a Milano, dove si è laureata nel 2016. Dal 2009 al 2012 è stata membro del collettivo Aliment(e)azione, attivo nell’ambito dell’arte pubblica e relazionale. Nel 2011 ha realizzato la sua prima personale a Torino, a cura di Olga Gambari, selezionata tra i partecipanti al concorso nazionale Autofocus2. Nel 2016 ha vinto il concorso Arte in Biblioteca, un’opera per la collezione d’arte della Biblioteca Nazionale Centrale di Roma, con acquisizione pubblica dell’opera vincitrice. Nel 2016-2017 ha partecipato alla realizzazione di animazione e montaggio del lungometraggio “NYsferatu” di Andrea Mastrovito. Nel 2019 ha vinto il Premio speciale dell’Inter-Youth Painting Exhibition della Scuola di Pittura della China Academy of Art, Hangzhou (PRC). Tra le esposizioni si segnalano: Inter-Youth. International Youth Art Exhibition/Carrying Basement, presso la China Academy of Art, Hangzhou (PRC, 2018); Stanze di carta, presso la Biblioteca Nazionale Centrale di Roma (2017); Passaggi, presso il Museo della Permanente di Milano (2016); Ex voto, presso la Loom Gallery a Milano (2016).
Nella sala al piano terra del museo, prolungata la mostra personale dell’artista Toni Demuro “Like a leaf”. Le sue immagini raccontano un universo onirico di forme stilizzate, un mondo rarefatto popolato da organismi naturali – alberi, rami, foglie, fiori, farfalle e esseri umani solitari – illuminato da luci pallide o rischiarato da chiarori notturni opalescenti. Scrive a proposito della mostra il curatore Emiliano Longobardi: “Ci sono spazi naturali che non sono solo sfondo, ma spazi attivi: rami che si intrecciano, boschi curvi, foglie enormi, grandi quanto corpi, cerchi lunari e solari che aprono spazi negli spazi, che si fanno accessi verso altri luoghi di luce. E ci sono spazi naturali che restano puro segno vegetale […]. Ricordare che il paesaggio ci riguarda, che il tempo può essere respiro profondo, che la solitudine può essere abitabile: è la misura dell’equilibrio tra silenzio e parola trattenuta, tra natura–personaggio e figure raccolte. Il lavoro di Toni Demuro offre un passaggio discreto tra i mondi e i modi: rallentare, osservare, riconoscersi come parte di qualcosa che non ha bisogno di dirsi in maniera esplicita o di parlare forte per farsi sentire, ma che continua a riverberare, trovando nella persistenza interiore la sua dimensione più alta”.
Toni Demuro è un illustratore e artista visivo italiano, nato in Sardegna nel 1974. Si è diplomato in Pittura presso l’Accademia di Belle Arti di Sassari, sviluppando uno stile poetico e minimalista, noto per la sua atmosfera onirica, l’uso simbolico della natura e una raffinata tavolozza cromatica. Le sue illustrazioni hanno accompagnato progetti editoriali per importanti committenti internazionali come The New York Times, The Washington Post, Penguin Books, Vanity Fair, Corriere della Sera e Mondadori. Nel mondo dell’editoria, ha realizzato copertine di libri e albi illustrati — soprattutto per il mercato francese — ottenendo numerosi riconoscimenti. Accanto al lavoro editoriale, ha progettato numerosi manifesti per festival jazz, eventi letterari e incontri culturali, unendo la narrazione visiva ad una peculiare sensibilità grafica. Il suo lavoro si distingue per la capacità di trasmettere emozione e immaginazione con leggerezza e, al tempo stesso, profondità.
Le nuove opere nel bosco
Il percorso all’aperto del Museo Organica si arricchisce di tre nuove installazioni lungo il percorso a cielo aperto del Museo Organica, nato nel 2021, opere site-specific di Marcello Cinque, Giusy Calia e Antonello Fresu, Igino Panzino.
L’artista Marcello Cinque presenta l’installazione site-specific Nuovi equilibri. Prendendo spunto dalla colonna – elemento architettonico, ma anche simbolico – l’opera si articola in una serie di moduli, per generare nuove proporzioni e possibilità di coabitazione, ricomponendo, appunto, nuovi equilibri. La colonna, scomposta e ricomposta, perde l’unicità del suo asse verticale per trasformarsi in un insieme dinamico, dove le parti dialogano tra loro creando inedite armonie. In questa metamorfosi, l’opera diventa una riflessione sul nostro presente: la ricerca di nuovi equilibri collettivi, capaci di tenere insieme differenze e pluralità, restituendo alla comunità un segno che unisce memoria e contemporaneità.

Le opere del sodalizio artistico formato da Giusy Calia e Antonello Fresu, insieme all’opera di Igino Panzino fanno parte del sentiero “Acquamontana”, il nuovo percorso che si sviluppa per circa 6 km sulle cime del Limbara, con partenza dal suggestivo bosco di sequoie di Valliciola per arrivare al Passo del Limbara e da lì fino al Museo Organica, intrecciando boschi, rocce granitiche, sorgenti e vasche naturali, inaugurato la scorsa domenica 21 settembre. Giusy Calia e Antonello Fresu ci presentano l’opera In ascolto del cielo, riproduzione di un aerofono che da macchina di guerra si trasforma in strumento di contemplazione, invitando ad ascoltare il silenzio e interrogare l’invisibile; con l’opera Potomoi l’artista Igino Panzino fa dialogare due presenze opposte – una artificiale e una naturale –trasformando il bosco in altare laico della relazione uomo-natura.
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Tutti gli eventi di Organica si tengono alle pendici del Monte Limbara, nei dintorni di Tempio Pausania: nel bosco di Curadureddu e presso il CEDAP – Centro di Educazione e Documentazione sull’Ambiente e sul Paesaggio.
Lo spazio del CEDAP dispone di due sale espositive, una dedicata all’arte contemporanea e l’altra alla fotografia ed è anche un punto informativo per le attività escursionistiche, ambientali e culturali del territorio.
Su prenotazione, è possibile organizzare delle visite guidate al Museo di arte ambientale per piccoli gruppi.
La località è raggiungibile da Tempio, Olbia e Sassari lungo la strada statale SS 392, e poi a piedi percorrendo uno dei suggestivi sentieri che si inoltrano nei boschi del Limbara.
Organica – museo di arte ambientale nel Parco del Limbara è un progetto dell’associazione culturale tramedarte con la direzione artistica di Giannella Demuro e realizzato in collaborazione con il Comune di Tempio Pausania, il MIC, la Fondazione di Sardegna, la Regione Sardegna, il FAI – Fondo Ambiente Italiano, Salude & Trigu, Fo.Re.S.T.A.S., il Touring Club Italiano, il Master DECA Pro dell’Università di Sassari, l’Accademia di Belle Arti “Mario Sironi” di Sassari, associazioni culturali e i partner Escursì.com, Confcommercio Nord Sardegna, Gallura Mia srl, Hotel Pausania Inn, La Baita Limbara.
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Museo di arte ambientale nel Parco del Limbara “Organica”
Monte Limbara | loc. Curadureddu
CEDAP – Centro di Educazione e Documentazione Ambientale e Paesaggistica del Limbara
(SS 392 Tempio-Oschiri)
Tempio Pausania (SS)
INFO
cell. 339 5906900 | info@organicamuseo.it
www.organicamuseo.it



